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PagoPA, la via italiana alla digitalizzazione: intervista a Maurizio Fatarella

PagoPA spa è una società per azioni a controllo pubblico, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), che guida la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana con l’obiettivo di semplificare e innovare il rapporto tra cittadini, imprese e istituzioni.

La società, nata nel 2019, si è affermata sempre di più come protagonista di un nuovo paradigma digitale per il Paese, fatto di infrastrutture affidabili, servizi accessibili e una costante attenzione alla qualità e alla protezione dei dati. Le soluzioni tecnologiche gestite dalla società, come la piattaforma per i pagamenti elettronici pagoPA, l’app dei servizi pubblici IO, il Servizio di notifiche digitali SEND, la Piattaforma digitale nazionale dati PDND, non solo portano innovazione, ma trasformano il modo in cui i cittadini e le imprese interagiscono con i servizi pubblici, rendendoli finalmente più semplici, sicuri e trasparenti.

In un momento in cui la digitalizzazione è una leva strategica per la crescita e la competitività del Paese, la tech company PagoPA spa si pone come catalizzatore di un cambiamento che mira a mettere il cittadino al centro di una pubblica amministrazione moderna, efficace e vicina alle esigenze di tutti.

Un approccio al quale Maurizio Fatarella, Direttore generale di PagoPA spa dal 2021, ha dato un contributo decisivo, portando le competenze consolidate durante la sua lunga esperienza nel settore dei pagamenti digitali in sviluppo di business, innovazione tecnologica e gestione di piattaforme complesse.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Maurizio Fatarella per approfondire la strategia di PagoPA spa, le sfide future e la visione che pone al centro la qualità del servizio, la protezione dei dati e l’inclusione digitale, come leve per avvicinare la pubblica amministrazione ai bisogni reali dei cittadini.

Visione strategica e ruolo nel sistema Paese

Qual è il ruolo che PagoPA si è data oggi nell’ecosistema digitale italiano?

PagoPA spa nasce con un obiettivo chiaro: semplificare l’accesso ai servizi pubblici digitali e migliorare l’esperienza d’uso di cittadini e imprese. La nostra missione è sviluppare e gestire infrastrutture digitali sistemiche. Piattaforme come pagoPA e app IO non sono più solo strumenti tecnologici, ma veri abilitatori di un nuovo rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, in cui efficienza, trasparenza e sicurezza sono elementi imprescindibili.

PagoPA nasce per sviluppare il sistema dei pagamenti elettronici della pubblica amministrazione. Qual è la vostra visione della transizione digitale e del ruolo centrale del cittadino in questo processo?

In PagoPA lavoriamo per contribuire allo sviluppo di un ecosistema digitale con il cittadino al centro: crediamo che la digitalizzazione debba essere un asset facilitatore, non un ostacolo. Non basta digitalizzare, bisogna farlo garantendo che tutti possano usufruirne in modo semplice e sicuro, senza frizioni né complessità. La transizione digitale deve partire dalla user experience, garantendo a tutti, anche ai meno esperti, la possibilità di accedere facilmente ai servizi pubblici.

Dal vostro osservatorio, come stanno cambiando le abitudini di pagamento degli italiani?

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio cambio di paradigma. I cittadini si aspettano servizi digitali veloci e sicuri, proprio come accade nel settore privato e questo ha coinvolto anche l’area dei pagamenti elettronici. Durante la pandemia, questo trend si è accelerato: molti hanno scoperto la comodità di pagare online tasse, multe, rette scolastiche e molto altro. Oggi la maggior parte dei pagamenti verso la PA avviene tramite canali digitali con milioni di transazioni annuali, e l’app IO è diventata uno strumento familiare per milioni di persone (ad oggi, conta oltre 12 milioni di utenti attivi nell’ultimo anno).

Questo cambiamento ha portato con sé un aumento della fiducia nel sistema digitale pubblico, ma anche una maggiore attenzione alla sicurezza e alla tutela dei dati personali. Tuttavia, permangono ancora delle resistenze o difficoltà, soprattutto tra le fasce di popolazione più anziane o in quei territori che soffrono di un divario digitale infrastrutturale o culturale. Per noi questo significa non solo offrire tecnologie sempre più semplici e inclusive, ma anche accompagnare il cambiamento con percorsi di formazione, alfabetizzazione digitale e soluzioni che sappiano adattarsi ai diversi livelli di familiarità con il digitale.

Un altro fattore importante è il nostro approccio multicanale in grado di assicurare un accesso ai nuovi processi attraverso diverse modalità, in modo tale da accompagnare il progressivo ingresso nei servizi digitali anche per le persone in digital divide.

In Europa non esiste un’esperienza simile a PagoPA. Qual è stato il segreto del vostro successo?

Credo che il successo di PagoPA risieda in un modello unico nel suo genere, che coniuga la natura pubblica della società con un approccio autonomo, efficiente e orientato al risultato. Questo ci ha permesso di sviluppare soluzioni digitali scalabili e intuitive come l’app IO, progettata con attenzione all’accessibilità e alla user experience. Inoltre la collaborazione con amministrazioni locali, imprese e operatori tecnologici ha creato un ecosistema dinamico e innovativo, in grado di adattarsi rapidamente alle nuove esigenze.

Infine, la collaborazione con amministrazioni locali, imprese e operatori tecnologici ha creato un ecosistema dinamico e innovativo, in grado di adattarsi rapidamente alle nuove esigenze.

Stato dell’arte e impatto

Come valuta l’impatto di PagoPA sulla digitalizzazione dei pagamenti nel settore pubblico?

L’impatto è molto positivo e misurabile. Oggi oltre il 60% dei pagamenti verso la PA avviene attraverso strumenti digitali, cioè effettuati direttamente su canali online, oppure tramite carta di pagamento nei punti di prossimità offerti dai Prestatori di Servizi di Pagamento. Questo ha migliorato tempi e costi di gestione, la qualità del servizio e la trasparenza. PagoPA ha permesso di creare un’infrastruttura nazionale unica, solida e affidabile.

Come vede l’evoluzione dei pagamenti digitali in Italia nei prossimi cinque anni?

Sarà una crescita esponenziale, trainata da nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’automazione e l’integrazione di sistemi di identità digitale. Prevediamo un aumento delle transazioni in mobilità e un’offerta di servizi sempre più personalizzata e contestualizzata alla vita del cittadino, in un sistema che dovrà, inoltre, essere sempre più inclusivo per tutti, abbattendo barriere linguistiche e tecnologiche.

Sfide, sicurezza e inclusione

Quali sfide ha dovuto affrontare PagoPA nell’implementazione dei suoi servizi?

Le principali sfide sono state legate alla complessità del sistema pubblico italiano, alla varietà di enti coinvolti e alle diverse capacità tecnologiche presenti sul territorio. Abbiamo lavorato molto sulla standardizzazione, sulla formazione e sul creare un modello di collaborazione efficace, garantendo al tempo stesso il massimo supporto agli enti aderenti alle nostre piattaforme.

Quali misure sta adottando PagoPA per garantire la sicurezza e la protezione dei dati?

Quello della sicurezza è un tema centrale e una priorità assoluta per noi. La sicurezza informatica e la protezione dei dati sono integrate nelle nostre piattaforme fin dalla loro progettazione, secondo l’approccio privacy and security by design che è alla base delle migliori pratiche internazionale di digitalizzazione dei servizi pubblici.

Non ci limitiamo a rispettare la normativa: ci poniamo standard di qualità e sicurezza che vanno oltre il richiesto, consapevoli che la fiducia dei cittadini è fondamentale per produrre innovazione. In PagoPA adottiamo un approccio multilivello che include certificazioni internazionali, audit continui, crittografia avanzata e monitoraggio in tempo reale. Lavoriamo anche in stretto contatto con le autorità competenti e seguiamo rigorosamente la normativa GDPR.

La sicurezza non è solo un requisito tecnico, ma un impegno culturale che permea tutta l’organizzazione e collaboriamo con le istituzioni competenti e con il mondo della ricerca per rafforzare continuamente le difese contro le minacce informatiche e per garantire che l’infrastruttura sia sempre resiliente.

In che modo PagoPA lavora per migliorare l’inclusione digitale dei cittadini?

Concepiamo la tecnologia come strumento per ridurre le disuguaglianze e consentire alle persone di avere più opportunità ed esercitare in modo più semplice i propri diritti. Come dicevo, offriamo strumenti disegnati sulle reali necessità dei cittadini, come l’app IO, che è stata progettata per essere accessibile anche a utenti con disabilità, e promuoviamo campagne informative e iniziative di formazione.

Collaboriamo con enti locali e associazioni per raggiungere persone meno digitalizzate, mettendo a disposizione assistenza e punti fisici di supporto.

Come risponde alle critiche sulla complessità dei servizi digitali?

È una sfida costante che affrontiamo lavorando per semplificare l’esperienza utente e ridurre il più possibile la burocrazia digitale. Ogni nuova funzione viene testata con gruppi di utenti reali per assicurare facilità d’uso. Crediamo che la semplicità sia un processo continuo, non un traguardo statico e per migliorarci analizziamo costantemente i feedback degli utenti, monitoriamo la soddisfazione e lavoriamo per migliorare la fruibilità dei servizi.

Collaborazioni, amministrazioni locali ed esperienza dei cittadini

Può parlarci di alcune collaborazioni significative avviate con altri enti o aziende?

Prima di tutto operiamo sotto l’indirizzo del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e abbiamo una collaborazione continua con le Regioni per uniformare gli standard e facilitare l’adozione delle piattaforme centrali. Inoltre, abbiamo stretto partnership con numerosi enti pubblici, dai Ministeri ai Comuni più virtuosi, ed i loro partner tecnologici, banche, operatori di pagamento e startup tecnologiche. Queste collaborazioni ci permettono di integrare nuove soluzioni e ampliare l’offerta, mantenendo la massima interoperabilità e qualità del servizio.

Qual è il ruolo di PagoPA nel supportare le amministrazioni locali?

Siamo un partner tecnologico e consulenziale. Aiutiamo le amministrazioni locali e centrali a digitalizzare i loro processi di pagamento, offrendo strumenti semplici da integrare e gestire. Inoltre, forniamo formazione e assistenza continua per garantire che i servizi siano efficaci e facilmente utilizzabili dai cittadini. Il PNRR è stata un’occasione irripetibile per accelerare la trasformazione digitale del Paese e noi di PagoPA siamo uno dei principali attuatori di questo cambiamento. Attraverso le risorse offerte dal PNRR stiamo potenziando le piattaforme già esistenti, favorendo l’interoperabilità tra sistemi e ampliando i servizi disponibili per PA, cittadini e imprese. Inoltre, investiamo nella formazione delle amministrazioni e nella diffusione di best practice, perché la digitalizzazione non è solo tecnologia, ma anche cultura e competenze.

Innovazione e prospettive future

Ci può anticipare alcune “features” aggiuntive che verranno rese disponibili?

Stiamo sviluppando strumenti per una gestione più integrata dei pagamenti, con notifiche proattive come l’implementazione del nuovo schema RTP (Request to pay) sfruttando sempre di più l’interconnessione con le altre piattaforme digitali. Stiamo inoltre lavorando, insieme a tutti gli attori coinvolti, al lancio di nuovi servizi a valore aggiunto collegati al pagamento, per rendere sempre più semplice e sostenibile per il cittadino questa operazione. Infine, il lancio e la diffusione di EUDI Wallet permetterà di introdurre ulteriori facilitazioni verso un sistema dei servizi pubblici sempre più digitale.

Quali consigli darebbe ad altri Paesi che stanno cercando di digitalizzare i pagamenti pubblici?

Consiglio di partire da una visione chiara e centrata sull’utente, investendo nella collaborazione tra pubblico e privato e nella formazione. È fondamentale sviluppare un sistema aperto e modulare, capace di adattarsi alle diverse realtà territoriali. Infine, la sicurezza deve essere un pilastro irrinunciabile fin dall’inizio.

Guardando al futuro, quali sono le principali sfide che vede per PagoPA?

La principale sfida è continuare a essere rilevanti per il cittadino, offrendo soluzioni sempre più alla portata di tutti. Vogliamo lavorare per un ecosistema di servizi pubblici interconnessi, dove il cittadino non deve più conoscere la complessità burocratica per ottenere ciò che gli serve. Un altro fronte su cui ci stiamo muovendo è quello dell’intelligenza artificiale e dei dati, con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici sempre più interattivi, nel rispetto dei diritti e della privacy.

Verso un ecosistema sempre più inclusivo

PagoPA ha dimostrato che la digitalizzazione della pubblica amministrazione è una sfida possibile e necessaria. La visione di un ecosistema digitale sicuro, inclusivo e orientato al cittadino non è più solo un obiettivo, ma un modello concreto che l’Italia può esportare in Europa e nel mondo.

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