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DigComp 3.0, dentro il nuovo quadro europeo delle competenze digitali insieme al team del Joint Research Centre della Commissione europea

È stata presentata lo scorso novembre la quinta versione dell’European Digital Competence Framework (DigComp 3.0) pubblicata dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea. Il DigComp è uno strumento chiave del Programma strategico per il decennio digitale europeo e dell’Unione delle Competenze, supportando gli sforzi europei e nazionali per affrontare il divario di competenze digitali e sostenere l’inclusione dei cittadini.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlarne in una intervista fatta a Romina Cachia e Judith Cosgrove, rispettivamente Scientific team leader e Scientific project officer del Joint Research Centre (JRC), approfondendo i metodi adottati per redigere la nuova versione del DigComp, l’approccio usato per integrare le competenze sull’intelligenza artificiale, il legame con le politiche europee, e le possibili applicazioni del framework nelle politiche pubbliche, con particolare attenzione al contesto italiano e alle esigenze della pubblica amministrazione.

Il percorso e la metodologia di sviluppo

Il DigComp 3.0 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle versioni precedenti, sia per ampiezza che per profondità: per esempio, sono mappati 362 dichiarazioni di competenza e 523 risultati di apprendimento. Quale è stato il percorso metodologico seguito dal Joint Research Centre per sviluppare questa nuova versione? In particolare, quali evidenze empiriche, consultazioni con gli stakeholder o attività di sperimentazione sul campo hanno maggiormente influenzato le scelte progettuali finali?

Il contributo più importante che il JRC ha dato nella redazione della nuova versione del DigComp è stato quello di fornire basi scientifiche solide a supporto delle politiche europee sulle competenze digitali e sulla trasformazione digitale. Il framework non nasce come semplice aggiornamento redazionale, ma è basato su attività di ricerca e consultazione, costruito per essere utile, coerente e utilizzabile nei diversi contesti di definizione e attuazione di politiche pubbliche.

Il DigComp è un progetto avviato nel 2013 e questa, DigComp 3.0, rappresenta la quinta edizione del quadro. La nuova versione è stata elaborata attraverso una combinazione di analisi approfondita della letteratura scientifica e delle politiche, consultazioni estese e momenti di verifica con esperti e stakeholder orientati a garantire l’effettiva applicabilità del risultato finale.

I lavori sono stati impostati su diverse fasi: una prima attività di scoping a partire dal DigComp 2.2, l’individuazione delle aree prioritarie da approfondire, una fase intensa di confronto con esperti di diversa provenienza, la redazione vera e propria del nuovo framework e, infine, un workshop di validazione svolto a Siviglia, utile a verificare che l’impostazione fosse realmente adeguata allo scopo.

Un elemento rilevante emerso durante il processo riguarda il bisogno di bilanciare la necessità di mantenere stabile la struttura generale del framework con l’introduzione dei nuovi aspetti. Si è dunque presa la decisione di mantenere la struttura generale, aggiornando però i contenuti e aumentando in modo significativo il livello di dettaglio e di operatività. Il team ha anche semplificato e chiarito i livelli di padronanza (la capacità degli individui di completare compiti sempre più complessi in ambienti digitali), proponendo il passaggio da otto a quattro livelli e accompagnando tale sviluppo con una mappatura che consentisse agli utenti storici del framework di raccordare i due impianti.

Le priorità e l’integrazione trasversale dell’intelligenza artificiale

Una delle principali novità del DigComp 3.0 è considerare le competenze in materia di intelligenza artificiale in modo trasversale a tutte le altre competenze, piuttosto che una competenza specialistica indipendente. Qual è stata la motivazione alla base di questa scelta e come è stata tradotta operativamente nella definizione delle competenze e dei risultati di apprendimento? Quali rischi si intendeva evitare e quali benefici ci si aspetta che questo approccio possa offrire ai cittadini?

Tra gli aspetti considerati prioritari nel lavoro di aggiornamento ci sono i temi dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza, della disinformazione, dei diritti digitali, del benessere nell’ambiente digitale e la necessità di mantenere il framework allineato alle trasformazioni più rilevanti del contesto tecnologico e sociale.

Basandosi sul lavoro precedente (DigComp 2.2) e sul feedback di esperti e stakeholder, il framework sceglie di trattare l’intelligenza artificiale come dimensione trasversale e non come asse separato. La ragione di fondo è che il DigComp resta, prima di tutto, un quadro sulle competenze digitali e deve mantenersi tecnologicamente neutrale. Inserire l’intelligenza artificiale come componente separata avrebbe rischiato di rendere il framework troppo legato a una singola tecnologia e, quindi, più esposto all’obsolescenza.

Per questo motivo, l’intelligenza artificiale è stata integrata in modo diffuso nelle diverse aree del framework, mediante un sistema di riferimenti e marcature che consente di individuare le competenze in cui l’intelligenza artificiale è implicita o esplicita. Il JRC ha inoltre svolto un lavoro di raccordo con il più ampio lavoro europeo sull’AI literacy, anche in connessione con il lavoro (ancora in bozza) sull’AI Literacy Framework sviluppato dalla Commissione Europea insieme all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). 

L’inclusione digitale e gli obiettivi del Digital decade

Il DigComp 3.0 si inserisce negli obiettivi della Digital decade, in un contesto in cui una quota significativa della popolazione europea possiede ancora competenze digitali limitate o assenti. In che modo il nuovo framework può incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini e quali elementi rendono il DigComp 3.0 uno strumento realmente inclusivo e incentrato sulle persone?

DigComp 3.0 occupa una posizione di rilievo nelle politiche europee sulle competenze digitali, proprio perché offre un riferimento strutturato per affrontare il gap di competenze e promuovere l’inclusione digitale. Il recente miglioramento registrato a livello europeo nell’indicatore relativo alle competenze digitali di base è un segnale importante, ma rimane ancora molto lavoro da fare rispetto agli obiettivi complessivi sul raggiungimento di competenze digitali di base in Europa.

ll framework è rilevante per un molte persone per almeno tre ragioni. In primo luogo, aiuta le persone a usare gli strumenti digitali con maggiore consapevolezza, sicurezza e autonomia, nella vita quotidiana, nel lavoro e nell’apprendimento. In secondo luogo, sostiene l’occupabilità, poiché consente di allineare meglio le competenze richieste dal mercato del lavoro con l’evoluzione tecnologica. In terzo luogo, rafforza la cittadinanza attiva, favorendo la capacità di partecipare online, esercitare pensiero critico, gestire la propria identità digitale e interagire in modo sicuro nei contesti digitali.

In una fase storica caratterizzata da cambiamenti rapidi e da forte incertezza, il modo più solido per mantenere rilevante un framework come il DigComp è ancorarlo a valori e principi. In questo senso, il framework è stato redatto con un’attenzione particolare alla Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali del 2023, considerata un punto di riferimento importante per mantenere un approccio human-centric.

Il framework nella pubblica amministrazione

Il framework è concepito come riferimento per le politiche pubbliche, la progettazione educativa e la valutazione delle competenze. Quali aree dovrebbero essere considerate prioritarie dalle amministrazioni pubbliche nell’applicazione del DigComp 3.0 (istruzione, formazione degli adulti, servizi pubblici digitali, occupazione o altro)? Sono previsti orientamenti operativi o strumenti di supporto per facilitarne l’adozione?

Negli ultimi anni, la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni sta diventando un tema sempre più centrale a livello europeo. Tra i fattori che stanno contribuendo a questa accelerazione ci sono, a titolo esemplificativo, il quadro normativo sull’interoperabilità e la crescente attenzione all’identità digitale europea.

Sono già emersi utilizzi concreti del DigComp a supporto della trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche, con esempi recenti in Italia, in Spagna e anche in Romania. Allo stesso tempo il DigComp è un framework generale e trasversale: proprio per questo, il suo valore emerge pienamente quando viene adattato a un contesto specifico.

Il DigComp può essere usato come un kit di componenti da combinare e adattare in maniera flessibile. A seconda del contesto, alcune aree possono essere rafforzate, integrate con elementi ulteriori, oppure selezionate in modo più mirato. Non esiste quindi un unico modello di adattamento valido per tutti; il metodo dipende dagli obiettivi perseguiti e dal livello di maturità digitale dell’organizzazione o del territorio.

Diffusione e promozione del nuovo DigComp

Questo passaggio risulta particolarmente rilevante per il contesto italiano, dove una quota molto elevata di Comuni ha dimensioni contenute (circa l’85% dei Comuni italiani ha meno di 10.000 abitanti); un elemento che rende ancora più importante la contestualizzazione del framework, soprattutto nei percorsi rivolti agli enti locali di minore dimensione. Affinché il DigComp 3.0 diventi un nuovo strumento europeo realmente condiviso, è fondamentale che sia conosciuto e utilizzato in modo diffuso. Quali azioni di comunicazione, capacity building e sensibilizzazione sono previste per promuovere il framework tra cittadini, educatori, enti pubblici e imprese, e come si intende misurarne l’impatto nel lungo periodo?

Sul piano della diffusione, il compito principale del JRC resta quello di costruire il fondamento scientifico del framework. La disseminazione, pur essendo rilevante, viene sostenuta anche grazie alla collaborazione con una rete ampia di soggetti istituzionali e di stakeholder moltiplicatori. Sono stati promossi eventi di presentazione e momenti di confronto ospitati in diversi contesti europei, oltre al fatto che il DigComp è oggi richiamato in vari documenti e iniziative di policy. Questo contribuisce a farlo entrare progressivamente anche nei processi nazionali e locali, dove ogni Paese è però incoraggiato a declinarlo secondo il proprio assetto amministrativo, culturale ed educativo.

Strategico è anche il ruolo della comunità costruita nel tempo attorno al DigComp, ormai matura e in crescita, nella quale sono molto attivi i lavori di adattamento, traduzione e sperimentazione del framework. Il loro funzionamento è fortemente collaborativo e bottom-up: il JRC supporta e accompagna, ma lascia spazio alla comunità per sviluppare iniziative e soluzioni concrete.

Il framework ha già superato, in questo momento (due mesi dalla pubblicazione), i 12.000 download. Un dato che, pur in modo semplice, conferma il forte interesse che il DigComp continua a suscitare a livello europeo tra istituzioni, formatori, amministrazioni, comunità professionali e organizzazioni impegnate sul terreno delle competenze digitali.

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