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Digital Divide - Immagine creata con bing image generator

I tre livelli del digital divide

Il fenomeno conosciuto come “digital divide” rappresenta le disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie digitali. In Italia, il digital divide si manifesta attraverso diversi fattori, tra cui la differenza di connettività nelle varie zone del Paese, le competenze nell’utilizzo degli strumenti digitali e le sfide che potrebbero emergere dalla crescente adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Il digital divide nella connettività

Una delle prime sfide che l’Italia affronta riguarda la differenza di connettività nelle diverse regioni. Mentre nelle grandi città e nelle aree urbane la copertura di banda larga e la connessione ad internet ad alta velocità sono generalmente buone, altre zone continuano a soffrire di una connettività limitata o inesistente. Questa disparità può ostacolare l’accesso alle risorse digitali fondamentali, come l’istruzione online, i servizi sanitari digitali e le opportunità di lavoro online. Nell’ambito del superamento del digital divide sono in corso diversi progetti nazionali definiti complessivamente Banda ultra larga  tra cui:

Italia a 1 Giga intende garantire la connettività ad almeno 1 Gbps in download e 200 Mbit/s in upload alle unità immobiliari che lo necessitano entro il 2026, così come delineato nel Pnrr e in anticipo rispetto agli obiettivi europei fissati al 2030. La dotazione economica per questa iniziativa è di circa 3,8 miliardi di euro. Il Piano è stato pubblicato a valle di una consultazione pubblica dedicata e di un percorso di mappatura su tutto il territorio nazionale, per identificare il numero dei civici che al 2026 non sarebbero stati coperti da investimenti privati in grado di garantire una velocità di connessione di 300 Mbps in download.

Italia 5G è il piano di intervento pubblico nazionale per incentivare la realizzazione delle infrastrutture di rete mobile per lo sviluppo e la diffusione del 5G. L’Italia è stata il primo Paese nell’Unione ad aver assegnato diritti d’uso dello spettro radio in tutte le tre bande di frequenze, cosiddette “pioniere”, per lo sviluppo del 5G. Questo ha consentito di posizionare il Paese ai primi posti nell’indice Desi della Commissione europea con riferimento al parametro “5G readiness”. Lo stanziamento per il Piano Italia 5G è di 2,02 miliardi di euro e ha l’obiettivo di incentivare la diffusione di reti mobili 5G nelle aree a fallimento di mercato, al fine di soddisfare pienamente il fabbisogno di connettività mobile e fornire servizi mobili innovativi e a elevate prestazioni.

Ci sono poi il piano “Scuole connesse”, “Sanità connessa”, “Isole minori”, “Voucher a sostegno” e il completamento del piano “Aree bianche”.

Il digital divide delle competenze digitali

Il divario delle competenze digitali rappresenta un altro aspetto critico del digital divide. Molti italiani, specialmente tra gli anziani, possono incontrare difficoltà nell’utilizzare questi strumenti. Per superare questa criticità, c’è la misura 1.7.2 del Pnrr, che vuole istituire dei Centri di facilitazione digitale ovvero di punti di accesso fisici, solitamente situati in biblioteche, scuole e centri sociali, che forniscono ai cittadini formazione, sia in presenza che online, sulle competenze digitali. A questa iniziativa, guidata da ogni Regione localmente, si aggiungere l’iniziativa nazionale Repubblica Digitale.

Un piano generale che si sviluppa su quattro principali linee di azione:

  • Coordinare l’iniziativa, definire la strategia e il piano di interventi, monitorare l’evoluzione del fenomeno e l’efficacia delle politiche di intervento;
  • Attivare, supportare e valorizzare iniziative locali e nazionali per lo sviluppo delle competenze per la cittadinanza digitale nei territori e nelle scuole, per skilling, upskilling e reskilling, anche con azioni specifiche promosse dal comitato guida;
  • Fornire ai cittadini gli strumenti di autosviluppo delle competenze digitali, con la realizzazione di una palestra digitale, per la condivisione di materiali realizzati nelle diverse iniziative in quanto strumenti di supporto allo sviluppo delle competenze digitali (come kit di autovalutazione, ebook, corsi online, agenda iniziative ed eventi);
  • Comunicare l’importanza delle competenze digitali e della cultura digitale, con campagne istituzionali di comunicazione e con la realizzazione di eventi, iniziative e manifestazioni in tutto il territorio.

Il digital divide nell’utilizzo delle tecnologie Ai

L’Italia si trova anche di fronte a una nuova frontiera: l’ascesa delle tecnologie di intelligenza artificiale. L’Ai offre un enorme potenziale per trasformare diversi settori. Tuttavia, l’adozione diffusa di queste tecnologie potrebbe creare nuove disuguaglianze se non si affrontano le sfide connesse alla loro comprensione e utilizzo.

Il 1 Marzo 2018 è stato presentato il libro bianco sull’Intelligenza artificiale italiano che andrebbe aggiornato a distanza di cinque anni. In questi giorni, sono inoltre in corso delle audizioni presiedute dalla vicepresidente della Camera, Anna Ascani, con  l’obiettivo di conoscere l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi, e di studiare la loro possibile applicazione all’interno della documentazione parlamentare, a supporto dell’attività del Parlamento.

Il governo finlandese ha promosso una una iniziativa (https://www.elementsofai.com/) che prevede sia un corso base che un corso avanzato sull’intelligenza artificiale, e che mira a formare oltre un milione di cittadini dell’Europa nei prossimi mesi. Il progetto ha già raggiunto 950mila studenti, di cui il 40% donne, in 170 Paesi, ed è tradotto anche in italiano.

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