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TTG e servizi digitali: la necessità di un turismo aperto e partecipativo
Non è un caso che la principale fiera italiana B2B (business-to-business) dedicata al turismo, chiamata TTG Travel Experience, si svolga ad ottobre. D’altronde, in Italia la stagione estiva concentra una parte significativa dei flussi turistici. Di conseguenza, i primi mesi autunnali rappresentano per i tanti buyer un momento di bilancio e programmazione e, quindi, l’occasione ideale per confrontarsi, scoprire le novità del prodotto turistico in anteprima e fare il punto sulle performance della stagione, osservando i dati aggiornati.
Nel corso dell’inaugurazione della sessantatreesima edizione, il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha richiamato i dati ISTAT relativi al 2025, che registrano 535,5 milioni di presenze turistiche in Italia. Un risultato che, secondo le elaborazioni presentate dall’Osservatorio SRM di Intesa Sanpaolo, colloca il nostro Paese al primo posto in Europa per pernottamenti, anche grazie a una rilevazione più completa delle strutture ricettive. In generale, i dati che emergono indicano come il settore turistico si stia progressivamente orientando al monitoraggio di indicatori omogenei e confrontabili, per misurare i propri standard qualitativi e quantitativi e confrontarli con gli altri Paesi europei.
Le ricerche dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano e di Nexi evidenziano un turismo italiano in crescita e in trasformazione. Nel 2026 il mercato dell’ospitalità raggiunge i 40,7 miliardi di euro (+5%), mentre nei primi otto mesi dell’anno la spesa dei turisti stranieri rilevata attraverso le carte estere arriva a 16,2 miliardi (+5%). Il digitale assume un ruolo sempre più centrale: il 44% dei viaggiatori italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale per organizzare i propri viaggi. Parallelamente, un confronto promosso da Confindustria Alberghi evidenzia l’importanza della formazione e delle nuove competenze professionali. Le tecnologie digitali rappresentano quindi un fattore strategico per la competitività del settore, consentendo alle imprese di migliorare l’esperienza dei turisti, personalizzare i servizi, ottimizzare la gestione delle strutture e valorizzare i territori. La sfida sarà accompagnare l’innovazione tecnologica con investimenti nelle competenze delle persone e nella qualità dell’accoglienza.
Poiché il settore è composto soprattutto da operatori indipendenti, appuntamenti annuali come il TTG sono fondamentali e diventano un punto d’incontro per idee e proposte di miglioramento provenienti da tutti i territori. Diventano inoltre occasione per capire come le tecnologie digitali stiano accompagnando l’offerta turistica con servizi sempre più innovativi.
Da questo punto di vista, occorre evidenziare che il TTG è riservato agli operatori del settore quali DMO (destination management organization), tour operator, buyer, hotel e catene alberghiere, imprese tecnologiche e progettisti. La natura prevalentemente B2B del TTG favorisce quindi il confronto tra gli operatori professionali, mentre il punto di vista di turisti e residenti emerge soprattutto attraverso ricerche di mercato e dati raccolti dalle imprese. Un coinvolgimento più diretto dei cittadini all’interno del TTG potrebbe arricchire questo ecosistema, offrendo nuove prospettive per comprendere i cambiamenti della domanda e migliorare l’offerta turistica.

Il confronto con i numeri delle altre manifestazioni fieristiche suggerisce l’opportunità di aprire il TTG anche a un pubblico non specialistico, coinvolgendo turisti e residenti nella condivisione delle proprie esperienze e aspettative. Il loro punto di vista potrebbe contribuire a comprendere meglio l’evoluzione del turismo, individuare nuove esigenze e migliorare la qualità dell’offerta lungo l’intera filiera. L’obiettivo potrebbe essere quello di rendere il TTG uno spazio di confronto più ampio e partecipativo, capace di mettere in relazione cittadini e operatori del settore. In questa prospettiva, le tecnologie digitali potrebbero svolgere un ruolo strategico, attraverso strumenti di ascolto, consultazione e raccolta dei feedback, favorendo la nascita di nuove idee e opportunità senza incrementare i costi per gli espositori né la pressione sul territorio.
Inoltre, durante la presentazione dei Deep Trend® 2027-2031, elaborati dall’Istituto di ricerca Blue Eggs, la prof.ssa Laura Rolle ha illustrato due tendenze significative: “In Fieri”, che valorizza il processo e la trasformazione, e “In My Own Way”, che richiama il desiderio di autonomia e personalizzazione delle esperienze. Due prospettive che potrebbero ispirare anche l’evoluzione delle manifestazioni turistiche, favorendo una partecipazione più attiva delle persone e una maggiore attenzione alla diversità delle loro esigenze.
Le opportunità offerte dal digitale permettono di immaginare uno spazio virtuale di dialogo che affianchi l’evento fisico e renda ancora più ampio, continuo e partecipato il confronto promosso dal TTG, attraverso consultazioni online, raccolta di esperienze e analisi dei feedback. L’appuntamento del 13-15 ottobre 2027 potrebbe rappresentare un’occasione per sperimentare nuove forme di partecipazione, potenziando il ruolo del TTG come punto di riferimento del settore e laboratorio di innovazione per il turismo contemporaneo.
