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Carta di identità (cartacea) e carta di identità (elettronica), stesso nome, tante differenze

Andrea Tironi, Project Manager della digital transformation

Come indicato nel comunicato stampa “PA: i numeri della digitalizzazione ai massimi nel 2021” del Ministro innovazione tecnologica e transizione digitale (MITD)

Con 27,4 milioni di identità SPID attivate e quasi 26 milioni di carte d’identità elettronica rilasciate, cresce il numero di persone che utilizzano l’identità digitale per accedere ai servizi online pubblici e privati. Solo con SPID gli accessi dell’ultimo anno sono stati 570 milioni, 22 milioni sono le autenticazioni con CIE, in significativo aumento rispetto al 2020.

Il concetto di identità digitale ha quindi fatto breccia nella mente degli italiani, ed anzi l’indicatore “% di popolazione con un’identità digitale” è già in stadio avanzato rispetto agli obiettivi di digitalizzazione 2026 .

Sebbene SPID (sistema pubblico di identità digitale) sia ormai entrato nel linguaggio comune, molti non conoscono le potenzialità della CIE (carta d’identità elettronica) pensando che si tratti solo di un formato plastificato della vecchia CIC (carta di identità cartacea).

In verità si tratta di molto di più.

La CIC che abbiamo utilizzato per anni, tenendola spesso in un involucro di plastica e utilizzandola per farci due risate rispetto ad una foto di 10 anni fa, ora è soppiantata dalla carta di identità elettronica, un dispositivo di riconoscimento non solo fisico (come lo era la CIC), ma anche un’identità digitale e uno strumento di firma digitale.

Vediamo le 3 funzioni.

Riconoscimento fisico

La carta d’identità cartacea permette di associare la persona fisica alla persona indicata sul documento. In parole povere serve a dire che “io sono io” ad esempio per salire su un aereo.

La CIE svolge la stessa funzione.

Identità Digitale

La CIC non ha identità digitale, ovvero è uno strumento che vive solo nel mondo fisico. La CIE permette di essere utilizzata per entrare nei siti della pubblica amministrazione, laddove c’è il pulsante “Entra con CIE”. Da decreto Semplificazione e seguenti, questo deve essere permesso per legge (ovvero accesso con SPID e/o CIE) dal 30 settembre 2021. Per cui sarà sempre più possibile entrare nei siti della PA con questi strumenti (e in futuro potenzialmente anche sui siti dei privati).

Inizialmente l’utilizzo di CIE per l’accesso era reso complicato dal dover usare un lettore NFC per computer. Ad oggi grazie ad un’app per smartphone (CieID) è possibile usare la CIE come strumento di autenticazione digitale.

Tra l’altro, CIE come SPID effettua un’associazione 1 a 1 tra persona fisica e identità digitale, quindi se mi autentico con il mio CIE o SPID, sono davvero io, e non esiste il concetto di “fake account”.

Firma Digitale

La CIE include una FEA (firma elettronica avanzata), ovvero posso firmare documenti certificando che la firma è la mia. Questo su smartphone grazie all’applicazione CieSIGN o da pc mediante il middleware CIE e un lettore NFC. Al momento SPID non dà questa possibilità.

Abbiamo quindi in tasca (per chi è già passato da CIC a CIE) uno strumento che è molto diverso dalla CIC, non trovate?

Inoltre, dal decreto Semplificazioni è possibile passare da CIC a CIE quando si vuole, senza aspettare 180 giorni dalla scadenza, usura o furto, è sufficiente prenotare un appuntamento presso il proprio comune e presentarsi di persona con 1 fototessera effettuata secondo i canoni di quella del passaporto e con tra i 20 e 25 euro (dipende dal Comune) per ottenerla. In 6 giorni la si riceve a casa.

Veramente poche persone sanno di quanto sopra, se considerato che secondo i dati del comunicato stampa iniziale sono state 570 milioni le autenticazioni con SPID e solo 22 milioni quelle con CIE.

Considerato che entro il 2026 il Ministero dell’Interno vuole che tutti i cittadini abbiamo la CIE, avere queste informazioni può essere prezioso.

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