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Dalla Commissione europea la proposta per una dichiarazione sui diritti digitali per il prossimo decennio

We believe in a human-centred digital transition. This is about who we want to be, as Europeans. To capture this better, we will formulate a set of digital principles. Such as access for all to the Internet, a secure online space, the right to learn digital skills, algorithms that respect people, the protection of children online. These important principles will complement the legal rights that already protect Europeans online like the protection of personal data or the freedom of expression.

President Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea
Sines, 1 giugno 2021

Il 26 gennaio 2022 la Commissione europea ha promosso un percorso per definire un insieme di principi affinchè il processo di trasformazione digitale del prossimo decennio sia centrato sui diritti umani. Per far questo la Commissione ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio europeo la sottoscrizione congiunta di una Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali che sia un riferimento per i cittadini e una guida per il mondo economico e per i responsabili politici.

La proposta di dichiarazione è accompagnata da una Relazione e da una Comunicazione.

La relazione, formulata dallo staff della Commissione, contiene l’esito delle attività di consultazione e di coinvolgimento degli stakeholder che sono state avviate il 12 maggio 2021 per la formulazione di un set di diritti e di principi a sostegno dei valori europei nello spazio digitale.

La comunicazione è indirizzata al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al comitato europeo economico e sociale e al comitato delle Regioni e rimarca come per la Commissione europea la priorità di questa iniziativa sia l’idea di mettere i cittadini al centro della transizione digitale.

La proposta di dichiarazione nasce dalla consapevolezza della Commissione che è venuto il momento per formalizzare il valori e i diritti fondamentali che devono essere applicati nel mondo online.

La dichiarazione si fonda su alcune azioni già avviate dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo che hanno portato alle dichiarazioni di Tallin sull’e-Government, di Berlino sulla società digitale e il governo digitale e di Lisbona sulla democrazia digitale.

La strategia espressa nella dichiarazione è quella di mettere il cittadino al centro, rafforzando l’individuo e promuovendo l’innovazione ed è basata si quattro punti cardine: competenze digitali, infrastrutture digitali, mercati digitali, servizi pubblici digitali.

La dichiarazione è strutturata in 5 capitoli che riguardano i diritti e i principi fondamentali per la trasformazione digitale:

  • mettere le persone al centro della trasformazione digitale
  • sostenere la solidarietà e l’inclusione (connettività, competenze ed educazione digitali, condizioni lavorative e servizi pubblici online)
  • garantire la libertà di scelta online (interazione con algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale, equità dell’ambiente digitale)
  • promuovere la partecipazione allo spazio pubblico digitale
  • aumentare la sicurezza, l’autonomia e la responsabilità delle persone (ambiente online protetto, sicuro e riparato, privacy e controllo individuale sui dati, bambini e giovani protetti e responsabilizzati online)
  • sostenibilità e promozione della partecipazione nello spazio pubblico digitale

La proposta della Commissione europea ha natura dichiarativa e in quanto tale non pregiudica il contenuto delle norme giuridiche o la loro applicazione. Lo scopo dichiarato dalla Commissione è infatti quello di pervenire a un atto comune del Consiglio, del Parlamento e della stessa Commissione per proclamare in nome dell’Unione Europea le garanzie per i cittadini e lo spazio economico europeo nella società digitale.

Una volta approvata, la dichiarazione definirà anche l’approccio alla trasformazione digitale che l’Unione europea promuoverà in tutto il mondo.

Lo sviluppo nel tempo dei principi contenuti nella dichiarazione dovrà essere assicurato dall’Unione e dagli Stati membri nell’ambito delle loro rispettive competenze e nel quadro del nuovo assetto di governance istituito dalla dichiarazione stessa. La Commissione, inoltre, prevede una relazione annuale sullo stato del decennio digitale da inviare al Parlamento e al Consiglio in modo che questi organi possano verificare annualmente lo sviluppo della “Digital Decade”.

Nelle conclusioni della comunicazione della Commissione si legge che l’obiettivo è la sottoscrizione della dichiarazione nel 2022.

È evidente che questa dichiarazione ha l’intendo anche di orientare gli investimenti previsti Recovery Fund per promuovere la digitalizzazione del mercato unico europeo, orientando le strategie decisionali degli stati membri e l’efficacia delle azioni che questi sono chiamati a compiere anche grazie ai finanziamenti e agli stimoli dell’Unione europea.

Parlando di cittadinanza digitale europea è d’obbligo richiamare la frase del 2020 del compianto David Sassoli, ex presidente del Parlamento europeo, “L’accesso alla rete deve diventare servizio pubblico che permetta a tutte le persone di poter agire partendo da circostanze eque e in questo modo essere parte attiva della ricostruzione post-Covid”.

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