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Mappa dei Comuni digitali 2026: il digitale avanza, ora serve usarlo
Presentato il 4 novembre 2026 a Roma, presso la Banca d’Italia, il rapporto Mappa dei Comuni digitali 2026 è stato realizzato congiuntamente dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, dall’ANCI e dalla Banca d’Italia. La fotografia si basa sulle risposte raccolte nel 2025 da 4.177 Comuni, il 52,9% del totale nazionale.
Il rapporto offre una fotografia molto ampia di un’innovazione che procede, ma non con la stessa velocità ovunque. In questo articolo ci concentreremo sulle persone, sulle competenze, sui servizi ai cittadini e sull’intelligenza artificiale.
Le persone
Il Responsabile dei sistemi informativi è una figura interna soltanto nel 44% dei Comuni e nel 72% dei casi non svolge questo incarico in via esclusiva. Anche il Responsabile per la transizione digitale (RTD) è spesso impegnato in altre funzioni: oltre il 70% degli enti affida il ruolo a una figura interna non dedicata. Inoltre, l’81,1% dei Comuni ricorre a fornitori esterni per gestire e mantenere i software. Il problema, quindi, non è soltanto avere tecnologie, ma disporre di persone capaci di governarle e coordinare chi le fornisce.
Le competenze
La domanda di competenze è molto sentita all’interno dei Comuni italiani. Il 59,8% dei Comuni chiede più personale per la sicurezza informatica e la protezione dei dati; il 46,3% per utilizzare i software gestionali e il 45,1% per gestire e valorizzare i dati. La formazione non copre ancora tutte le necessità: nel 2024 il 46,9% degli enti aveva formato i dipendenti sulla cybersicurezza, mentre il 79,1% avevano attivato formazione sui programmi specialistici. Soltanto il 10,7% aveva svolto formazione sull’analisi dei dati. Non sorprende, quindi, che il 53,7% consideri significativo il fabbisogno formativo sulla sicurezza informatica.
I servizi ai cittadini
L’offerta di servizi ai cittadini cresce, con differenze importanti tra settori. Il 54,4% dei Comuni consente di presentare online le pratiche di edilizia e urbanistica e il 53,8% quelle scolastiche. Per i servizi sociali e la disabilità, invece, la quota si ferma al 20,3%. Inoltre, soltanto il 33% degli enti permette sia di conoscere lo stato di una pratica sia di consultare online il relativo fascicolo.
Migliorano i pagamenti elettronici. Nella piattaforma pagoPA, la riconciliazione automatica dei versamenti (cioè l’abbinamento tra pagamento e posizione del cittadino) è attiva per i tributi nel 73,9% dei Comuni, per mensa e trasporto scolastico nel 67,6% e per edilizia e urbanistica nel 64,8%. Rimane un 10% di amministrazioni che non la utilizza per nessuna delle categorie esaminate.
Disponibilità e utilizzo non coincidono. Dove il servizio è interamente digitale, la quota media di pratiche presentate online raggiunge il 70% per l’edilizia e urbanistica e il 65% per i servizi scolastici. Nel welfare locale la partecipazione digitale è più bassa. Le differenze fra Comuni restano marcate.
Per accompagnare i cittadini, il 72,2% dei Comuni offre assistenza in presenza e il 63,6% dispone di un portale unico dei servizi. Nel 2025 il 62% aveva attivato almeno un’iniziativa per promuovere i canali digitali, contro il 53% della rilevazione precedente; i corsi per i cittadini sono invece organizzati dal 18,6% degli enti. Intanto cresce il ruolo di app IO: nel 2025 i Comuni hanno inviato attraverso l’app 24 milioni di messaggi, destinati a 20 milioni di cittadini. Un canale diffuso, che può avvicinare i servizi pubblici alla vita quotidiana delle persone.
L’intelligenza artificiale
Anche l’intelligenza artificiale entra nei programmi comunali, ma soprattutto nei centri più grandi. Soluzioni già attive o previste entro dodici mesi riguardano il 9% dei Comuni per le attività amministrative e il 6% per i servizi a cittadini e imprese; circa un quarto degli enti sta ancora valutando se adottarle. Considerando almeno un ambito di applicazione, la quota di Comuni con progetti attivi o programmati sale al 51% tra 50.000 e 250.000 abitanti, ma si ferma al 13% sotto i 5.000. Tra gli enti che hanno adottato, programmato o stanno valutando l’IA, il 40,1% indica soluzioni integrate nei software o nei servizi dei fornitori. I principali freni sono la carenza di competenze (67%) e di risorse economiche (51,8%).
Gli ostacoli
Il digitale avanza, ma incontra ancora ostacoli, che non sono soltanto tecnologici. Il 72,9% dei Comuni colloca le risorse economiche insufficienti tra i tre problemi principali; il 62,1% indica la carenza di personale e il 43,6% la difficoltà di attrarre e trattenere professionisti qualificati. Per il 36,1% pesa anche la mancanza di una cultura orientata all’innovazione.
