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Nasce in Italia l’Associazione Cittadinanza Digitale, attenzione alle esigenze dei territori locali e sguardo proiettato in Europa e oltreoceano

Il nuovo anno inizia con una novità nazionale che rivoluzionerà il modo di guardare al digitale in Italia: nasce l’Associazione Cittadinanza Digitale, creata con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’educazione e la cultura della cittadinanza digitale e che vede la nomina a presidente di Giovanni Bonati.

Sostenere la cittadinanza digitale significa semplificare la vita alle persone di tutte le età che ogni giorno si connettono in rete, utilizzano la propria identità digitale, effettuano un pagamento elettronico, fanno uso di un servizio internet privato o della pubblica amministrazione, ma anche avere cura di includere chi oggi è ancora fuori da questi processi di innovazione.

Seppur la pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione in atto nel paese, l’Italia deve ancora far fronte infatti a notevoli carenze tecnologiche, infrastrutturali e di competenze digitali, che rischiano di tradursi nell’esclusione digitale di una parte significativa della popolazione e nella limitazione della capacità di innovazione delle imprese.

Alcune autorevoli ricerche hanno dimostrato come i costi della burocrazia della pubblica amministrazione, in termini di tempo di gestione dei procedimenti, circolazione di documenti cartacei, qualità dei servizi percepita dagli utenti, impatto ambientale, difficoltà di interagire, siano in costante aumento (nel 2021 circa 100 miliardi di euro).

A questi costi si aggiungano quelli dei cittadini, che vedono allungarsi i tempi di attesa davanti agli sportelli della pubblica amministrazione: recenti studi hanno calcolato come il 29% delle persone in coda a uno sportello comunale nel 2019 ha atteso più di 20 minuti.

Anche l’indice DESI (digitalizzazione dell’economia e della società), con cui la Commissione europea monitora i progressi compiuti dagli Stati membri nel settore digitale, nel 2021 segnala come, pur passando dal venticinquesimo al ventesimo posto, le prestazioni dell’Italia restano deboli soprattutto in termini di “capitale umano”: il 42% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base (56% nell’Unione Europea) e il 22 % competenze digitali avanzate (31% nell’Unione Europea).

L’Associazione Cittadinanza Digitale punta quindi a promuovere, attraverso un approccio integrato, i diritti e i doveri necessari per semplificare il dialogo tra i cittadini, le organizzazioni private e la pubblica amministrazione tramite le tecnologie digitali.

I diritti del cittadino digitale in Italia sono stabiliti con il Codice dell’amministrazione digitale (Decreto legislativo 07/03/2005, n. 82) e la Carta della cittadinanza digitale (Legge 07/08/2015, n. 124) e tra questi ricordiamo il colloquio digitale con la pubblica amministrazione, la possibilità di effettuare pagamenti con modalità informatiche, l’accesso telematico a dati, informazioni e documenti, la disponibilità di servizi online semplici e integrati, l’alfabetizzazione informatica, la sicurezza informatica, la partecipazione democratica elettronica.

L’associazione nasce nell’anno dove sul territorio nazionale arriveranno molti finanziamenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (191,5 miliardi di euro dai fondi europei NextGenerationEU e 30,6 miliardi di euro dal fondo complementare aggiunto dal Governo italiano). Di questi, 12,7 miliardi di euro saranno gestiti dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale: 6,71 miliardi di euro per realizzare reti ultraveloci e 5,99 miliardi di euro per digitalizzare la pubblica amministrazione (2,21 miliardi sono destinati ai servizi, alla cittadinanza e alla formazione digitali). L’Associazione Cittadinanza Digitale con la sua presenza vuole sensibilizzare e collaborare con le istituzioni affinchè l’utilizzo di questi fondi avvenga secondo i principi di responsabilità, inclusione digitale e accessibilità di tutte le fasce della popolazione per superare le situazioni di digital divide ancora esistenti.

L’associazione sta già progettando diverse iniziative, in coordinamento con le istituzioni italiane, a sostegno dei cittadini giovani, adulti e anziani, delle imprese e degli enti locali, con un’attenzione sia alle peculiarità italiane (circa il 70% dei 7.904 Comuni ha meno di 5.000 abitanti) che alla costituzione di reti di partnership nazionali e internazionali.

Il progetto dell’associazione nelle scorse settimane è stato portato all’attenzione anche del Municipio di New York per attivare uno scambio di esperienze internazionali, tenendo in considerazione che gli italiani residenti negli Stati Uniti sono una delle comunità più numerose (200.000 persone secondo i dati dell’Anagrafe Italiani residenti all’estero).

Insieme a Giovanni Bonati fanno parte del direttivo, eletto dai soci fondatori, due vicepresidenti, l’ingegnere bergamasco Stefano Pabellini e l’avvocato romano Alessandro Iodice, supportati da uno staff nazionale affiatato, coeso e multidisciplinare.

L’Associazione Cittadinanza Digitale è pronta quindi ad affrontare il 2022 con obiettivi ambiziosi. Chiunque può chiedere di diventare socio attraverso il sito internet www.associazionecittadinanzadigitale.org, collaborare per ampliare gli orizzonti culturali e operativi dell’associazione, contribuire a un costante miglioramento nel modo di affrontare ogni aspetto correlato alla cittadinanza digitale.


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