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Arriva il Social media manager nelle amministrazioni pubbliche
Con la Legge 09/05/2025, n. 69 è stata introdotta nella pubblica amministrazione la figura del Social media manager. Una scelta che segna un passaggio culturale importante: riconoscere che oggi i cittadini si informano principalmente attraverso i canali digitali e che la comunicazione istituzionale deve sapersi adattare a queste nuove abitudini.
Come cambiano le abitudini di informazione
Negli ultimi anni le modalità con cui i cittadini accedono alle informazioni sono profondamente cambiate. Sempre meno persone si affidano ai siti istituzionali e sempre di più, invece, si informano tramite i social network, che sono diventati un luogo quotidiano di dialogo, dibattito e, talvolta, anche di disinformazione.
Per la pubblica amministrazione questo scenario rappresenta una sfida: non è più sufficiente pubblicare un atto o attivare un servizio online, occorre saperlo raccontare con un linguaggio comprensibile, semplice e trasparente.
Da dove si parte
Fino a oggi la politica aveva già in parte provato a colmare questo bisogno. Alcuni enti avevano incaricato figure di supporto, per esempio attraverso contratti previsti dal Decreto legislativo 18/08/2000, n. 267, oppure avevano affidato la comunicazione ai tradizionali uffici di Relazioni con il pubblico, i cosiddetti Urp.
Si trattava però di soluzioni frammentarie e non sempre continuative: mancava un riconoscimento chiaro e stabile di questa professionalità, che desse valore e prospettiva a chi lavora nella comunicazione digitale della pubblica amministrazione.
Cosa cambia con la nuova norma
La nuova norma sancisce un cambio di passo: la pubblica amministrazione non è più “cieca” di fronte al modo in cui i cittadini si informano. Non basta adottare nuove piattaforme o servizi; serve divulgarne i risultati, spiegare come funzionano, raccontare i benefici concreti per la comunità.
La legge stabilisce quindi che le pubbliche amministrazioni possono nominare Social media manager; figure con competenze specifiche. Un passo importante, perché dà dignità e stabilità a un ruolo che non può più essere improvvisato.
Il Social media manager diventa così un ponte tra l’amministrazione e la cittadinanza: una voce ufficiale, competente e riconosciuta.
Perché i Social media manager nella PA sono importanti
Il compito del Social media manager non è soltanto quello di pubblicare contenuti, ma anche di contrastare informazioni sbagliate o fuorvianti, prevenire fake news, rendere i messaggi istituzionali più trasparenti e inclusivi, favorire la partecipazione dei cittadini aprendo spazi di dialogo.
Esempi concreti e buone pratiche
Un segnale positivo dell’aumento dell’attenzione verso la qualità della comunicazione da parte della pubblica amministrazione è rinscontrabile anche da una serie di iniziative. Tra queste il progetto promosso da ANCI insieme a Meta, che sta realizzando un vero e proprio tour formativo attraverso le sezioni regionali. Dopo le tappe in Campania e in Abruzzo, di recente l’appuntamento si è svolto anche a Cagliari, con giornate dedicate alla formazione dei funzionari comunali sull’uso consapevole e professionale dei social media. È la testimonianza di come cresca l’attenzione alla professionalizzazione della comunicazione pubblica e alla necessità di fornire strumenti concreti a chi lavora ogni giorno a contatto con i cittadini.
A conferma di questa rinnovata attenzione va citato lo Smartphone d’Oro, il premio promosso da PA Social, l’associazione italiana che riunisce professionisti e istituzioni impegnate nell’innovazione della comunicazione pubblica digitale. Un riconoscimento che stimola le amministrazioni a migliorarsi e a diffondere buone pratiche.
Una nuova opportunità professionale
L’introduzione del Social media manager nella pubblica amministrazione rappresenta anche una prospettiva concreta per chi lavora o desidera lavorare nel campo della comunicazione digitale.
Per svolgere questo ruolo servono competenze trasversali: saper scrivere in modo chiaro e accessibile, conoscere le diverse piattaforme social, gestire situazioni di crisi comunicativa, dialogare con comunità di cittadini molto diverse tra loro.
Chi si candiderà a questi incarichi dovrà dimostrare preparazione tecnica ma anche sensibilità sociale, perché comunicare per la pubblica amministrazione significa trasmettere fiducia, rendere chiari i diritti, avvicinare le istituzioni ai cittadini.
Oltre il ruolo: serve un design della comunicazione pubblica
L’arrivo del Social media manager non deve essere considerato un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. È un passo avanti importante, ma perché produca effetti duraturi sarà necessario progettare un vero e proprio design della comunicazione pubblica, come già avvenuto per altri ambiti della trasformazione digitale. Questo significa stabilire linee guida condivise, linguaggi comuni, strumenti accessibili e coordinati che garantiscano coerenza, trasparenza e inclusività.
Solo così sarà possibile realizzare il vero cambiamento culturale: una pubblica amministrazione che non comunica per obbligo, ma perché vuole davvero essere vicina ai cittadini e coinvolgerli nei processi democratici.
