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Il digitale in Italia vale 84,4 miliardi, ma cosa accadrà dopo il PNRR?

Il Rapporto Anitec-Assinform 2026 recentemente presentato fotografa un mercato del digitale in Italia ancora in crescita. Intelligenza artificiale, sostenibilità degli investimenti e competenze decideranno se questa corsa produrrà benefici duraturi per cittadini, imprese e amministrazioni.

Il mercato continua a correre

Un anno fa, commentando l’edizione 2025, avevamo raccontato un mercato digitale superiore a 81 miliardi di euro, cresciuto del 3,7%. Il nuovo Rapporto “Il Digitale in Italia 2026”, promosso da Anitec-Assinform, indica che nel 2025 il valore è salito a 84,4 miliardi, con un aumento del 3,4%, ancora molto superiore alla crescita del PIL, ferma allo 0,5%. Il ritmo rallenta leggermente, ma il digitale consolida il proprio ruolo nell’economia italiana.

I Servizi ICT sono il comparto più dinamico: raggiungono 18,8 miliardi di euro e crescono dell’8,1%, spinti da cloud, cybersicurezza e intelligenza artificiale. Software e soluzioni ICT valgono 9,8 miliardi (+4,1%), contenuti e pubblicità digitale 16,9 miliardi (+4,8%) e dispositivi e sistemi 20,6 miliardi (+1,8%). I servizi di rete TLC, invece, scendono dello 0,7% a 18,3 miliardi. Le previsioni restano positive: il mercato dovrebbe arrivare a 87,4 miliardi nel 2026 e a 97,7 miliardi nel 2029, con una crescita media annua del 3,6%.

Dopo il PNRR occorre passare dai cantieri ai servizi

Il PNRR continuerà a sostenere il mercato ancora per poco. Il Rapporto stima un impatto diretto di 1,97 miliardi di euro nel 2026 e di 1,5 miliardi nel 2027; dal 2028 il contributo si ridurrà progressivamente fino a esaurirsi. La trasformazione digitale, però, non finirà con il PNRR perchè entrerà in una fase più complessa, nella quale occorrerà gestire ciò che è stato realizzato.

Per la pubblica amministrazione significa passare dalla migrazione al cloud ai canoni e alla gestione ordinaria, dalla costruzione delle piattaforme alla loro interoperabilità attraverso la PDND, dagli investimenti in Fascicolo sanitario elettronico e telemedicina a servizi realmente utilizzati. Serviranno risorse stabili per manutenzione, sicurezza e aggiornamento, insieme alla capacità di misurare i risultati e riprogettare i processi interni. Durante il PNRR sono state costruite infrastrutture che dovranno da oggi in poi garantire servizi sostenibili nel tempo.

L’intelligenza artificiale accelera

L’intelligenza artificiale (IA) è la componente che cresce più rapidamente. Nel 2025 la spesa italiana ha raggiunto 1,38 miliardi di euro, con un aumento del 47,6% rispetto ai 935 milioni del 2024. L’IA generativa vale già 426 milioni, pari al 31% del mercato, mentre l’IA agentica, capace di svolgere attività più autonome, pesa ancora solo il 2% ma presenta ampie prospettive.

Utilizza una tecnologia di IA il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti, contro l’8,2% dell’anno precedente. Il divario resta però ampio: si supera il 53% nelle grandi imprese, mentre le PMI si fermano sotto il 16%. Le organizzazioni impiegano l’IA soprattutto per migliorare efficienza e processi (85,3% dei casi) e la relazione con utenti, clienti e cittadini (74,7%). Il rapporto sottolinea come siano necessari dati affidabili, regole chiare, controllo umano e integrazione con i sistemi esistenti, per passare dalla fase di sperimentazione a quella di reale adozione.

Le competenze sono il vero investimento

Il principale freno è il capitale umano. Circa il 60% delle imprese che hanno valutato progetti di IA senza avviarli indica la carenza di competenze come ostacolo principale. Tra i responsabili digitali pubblici intervistati durante la redazione del rapporto, oltre la metà segnala sia organici insufficienti, sia la mancanza di professionalità specialistiche.

Occorrono esperti di IA, dati, cloud e cybersicurezza, ma anche persone capaci di ridisegnare i servizi, governare i fornitori, valutare costi e benefici e usare l’IA in modo responsabile. La formazione deve quindi coinvolgere tecnici, dirigenti, dipendenti e cittadini.

La strategia che deve essere considerata prioritaria è quella di trasformare la spinta del PNRR e dell’intelligenza artificiale in produttività, servizi pubblici migliori e una cittadinanza digitale più inclusiva.

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