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SPID di Poste diventa a pagamento? La verità e le opzioni disponibili
Gli identity provider accreditati che offrono il Sistema pubblico di identità digitale (SPID) oggi sono 12, ma a dominare il mercato è Poste Italiane, che da sola ha attivato oltre il 70% delle identità digitali attive, pari a circa 41 milioni di credenziali, soprattutto grazie alla presenza sul territorio di circa 12.800 uffici. Da gennaio 2026, però, SPID rilasciato da Poste Italiane diventa a pagamento.
Si tratta di una decisione che impatta su milioni di cittadini e che richiede di comprendere le ragioni, le implicazioni pratiche e le opzioni disponibili per non trovarsi sorpresi dall’evoluzione di quello che fino a ieri era percepito come un servizio gratuito.
Cos’è successo
Finora Poste Italiane ha gestito per conto dello Stato il rilascio di credenziali SPID senza un costo diretto per l’utente. Dal 1 gennaio 2026, però, gli utenti devono sostenere un contributo annuale di 6 euro (iva inclusa) a partire dal secondo anno di attivazione per mantenere attiva la funzionalità di accesso ai servizi online tramite SPID.
Questo significa che il primo anno SPID rimane gratuito anche per i nuovi iscritti, ma al rinnovo scatterà la tariffa. La comunicazione avviene tramite email inviata circa 30 giorni prima della scadenza di SPID, attraverso notifiche nell’app PosteID, oppure segnalazioni nell’area personale sul portale.
Perché questo cambiamento
La scelta di Poste Italiane non è arbitraria, ma riflette una tendenza più ampia: i costi crescenti di gestione di un sistema di identità digitale, l’a progressiva riduzione dei contributi pubblici, l’assenza di contributi pubblici strutturali e la necessità di sostenere economicamente servizi che, pur restando nell’ecosistema SPID pubblico, sono erogati da provider privati. Altri principali operatori, oltre a Poste Italiane, avevano già adottato modelli simili, ma l’impatto è rimasto limitato poichè sono in gioco numeri minori di identità digitali gestite. Rimangono comunque alcuni identity provider che tuttora mantengono la gratuità nel rilascio di SPID non prevedendo alcun costo.
Quale scenario si prospetta
Sul piano strategico la scelta di Poste Italiane potrebbe portare a un’accelerazione della transizione dall’identità digitale “privata” a un modello di identità digitale sempre più integrato con l’identità digitale di Stato: i cittadini potrebbero orientarsi a rinunciare a SPID e basare la propria identità digitale unicamente sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE), gestita da Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Quando scade SPID di Poste e come capire la data di rinnovo
Ogni credenziale SPID ha una data di scadenza associata: è possibile verificarla nell’app PosteID o nell’area personale sul sito di Poste Italiane.
Come effettuare il rinnovo
Il rinnovo può essere effettuato online, nella propria area personale o tramite pagina dedicata, oppure in ufficio postale, comunicando il codice fiscale del titolare dello SPID senza necessità di documenti aggiuntivi.
In entrambi i casi, è prevista la possibilità di pagare anche per conto di soggetti terzi, per esempio per aiutare conoscenti o soggetti che hanno meno consuetudine nell’utilizzo dei servizi digitali.
Cosa succede in caso di mancato rinnovo
Se non viene effettuato il rinnovo, pagando l’importo previsto, SPID non viene immediatamente cancellato: resta tecnicamente attivo per 24 mesi, ma non permette di accedere ai servizi online. In pratica l’identità digitale è “congelata” e può essere riattivata in qualsiasi momento pagando il relativo canone. In pratica l’identità digitale è “congelata” e può essere riattivata in qualsiasi momento, senza che sia richiesto alcun arretrato.
Quali opzioni
I cittadini sono davanti a tre scenari: rinnovare l’abbonamento a SPID di Poste Italiane, cambiare identity provider, abbandonare SPID e basare la propria identità digitale unicamente su CIE
Rinnovare l’abbonamento
L’identità digitale rappresenta oggi uno strumento essenziale di cittadinanza digitale, sempre più utilizzato nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Da questo punto di vista, va considerata la semplicità di SPID, che può essere attivato e utilizzato anche senza conoscere codici complessi (PIN e PUK), potendo beneficiare del supporto immediato di soggetti quali Poste Italiane che, grazie alla rete fisica capillare e ai servizi di customer care, è in grado di accompagnare i cittadini nell’utilizzo dei servizi digitali, supportandoli costantemente in caso di bisogno.
Il rinnovo annuale dello SPID di Poste Italiane prevede un canone economicamente sostenibile, assimilabile al costo di quattro caffè, mentre l’eventuale decisione di cambiare operatore può comportare disagi e complessità operative.
Cambiare identity provider
Come previsto dal sistema SPID, non esiste un “monopolio” su un singolo provider: è possibile scegliere un altro gestore SPID che continua a offrire il servizio gratuitamente o con condizioni più vantaggiose: alcuni provider mantengono offerte gratuite o con costi legati alla procedura di riconoscimento del cittadino.
Abbandonare SPID e utilizzare la CIE
Come abbiamo visto, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) è una alternativa di Stato per autenticarsi ai servizi digitali della pubblica amministrazione tramite l’app CieID (senza canoni annuali). Questo strumento, emesso direttamente dall’autorità pubblica, rappresenta la forma più “statale” di identità digitale, senza dipendere da provider privati. La CIE come SPID ha dei costi di emissione (16,79 euro di realizzazione più solitamente circa 5 euro di costi di segreteria per il tempo che il dipendente comunale dedica al suo rilascio).
La CIE è una piccola opera d’arte anti contraffazione che abbiamo ormai quasi tutti in tasca e che ha raggiunto una diffusione quasi completa in Italia, considerato che permette il riconoscimento personale, l’accesso ai servizi online mediante il pulsante e, tramite l’app CIESign, la firma elettronica di un documento.
Inoltre la CIE, che oggi rappresenta circa il 5% degli accessi online dei cittadini italiani verso la pubblica amministrazione contro il 95% di SPID, ha un’esperienza utente simile a quella di SPID, un grado di sicurezza di base maggiore (livello 3 nativo, contro un livello 2) e sta diventando, insieme a SPID, il riferimento per il futuro IT Wallet e EU Digital Wallet come identità sicura di accesso per i cittadini italiani ai propri dati mediante l’app IO. Ricordiamo inoltre che oggi ottenere e attivare la CIE come identità digitale è diventato più semplice rispetto al passato.
Conclusione
Il passaggio di SPID di Poste a pagamento è un segnale di maturazione del mercato dell’identità digitale in Italia: più sostenibilità economica per i provider, ma anche una chiamata a ripensare come cittadini e amministrazioni adottano e governano le identità digitali. In questo nuovo scenario, cogliere le alternative gratuite, capire la scadenza del proprio SPID e valutare strumenti statali come la CIE non è solo una questione di risparmio, ma di controllo consapevole della propria esperienza digitale.
