Negli scorsi articoli abbiamo più volte parlato del ruolo della Piattaforma digitale nazionale dati (PDND)…

Nuove linee guida AgID: anche i privati connessi alla PDND per attuare il principio del “Once Only”
Il 19 giugno 2025 è stata pubblicata la versione 2.0 delle Linee Guida sull’infrastruttura tecnologica della PDND: un’importante evoluzione del modello nazionale di interoperabilità.
Il documento, frutto della collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e PagoPA spa, introduce funzionalità avanzate e definizioni operative aggiornate finalizzate a potenziare lo scambio strutturato, sicuro e responsabile di dati e informazioni tra i sistemi informativi della pubblica amministrazione.
La nuova versione si distingue per un significativo potenziamento dell’infrastruttura su cui si fonda la Piattaforma digitale nazionale dati (PDND), non solo in termini di sicurezza e semplificazione amministrativa, ma anche sotto il profilo dell’apertura e inclusività del modello: per la prima volta, infatti, viene prevista la possibilità che anche i soggetti privati, nell’ambito di attività connesse a finalità di interesse pubblico, operino all’interno dell’infrastruttura.
Cosa è la PDND?
Prima di analizzare le novità introdotte, facciamo un breve riassunto.
La Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) è un’infrastruttura promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestita da PagoPA spa, che consente lo scambio di dati sicuro e immediato tra enti per tramite la pubblicazione servizi digitali (API ed e-service).
L’obiettivo della PDND è quello di garantire l’interoperabilità delle banche dati detenute dalle PA evitando la duplicazione delle informazioni e semplificando i processi per cittadini e imprese. In questo modo cittadini e imprese non devono più fornire più volte gli stessi dati a diversi enti pubblici: nel rispetto del principio di once‑only, una sola comunicazione iniziale deve consentire l’accesso ai servizi.
Come interagiscono gli enti tramite la PDND?
All’interno della PDND le PA possono assumere uno o entrambi i seguenti ruoli:
- Fruitore, quando la PA accede ai servizi digitali messi a disposizione da altre PA
- Erogatore, quando la PA pubblica servizi digitali rendendo disponibili i propri dati ad altre PA.
Facciamo un esempio concreto.
L’INPS è Erogatore di un servizio digitale che consente la verifica dell’ISEE di tutti i cittadini, ne definisce i requisiti di accesso e ne approva le richieste di fruizione che arrivano da parte di altre PA interessate. Il Comune assume invece il ruolo di Fruitore: consulta l’elenco dei servizi disponibili su PDND, individua quello erogato dall’INPS, verifica il possesso dei requisiti necessari per l’accesso e chiede di poterne fruire. Dopo aver ottenuto l’approvazione, il Comune risulta abilitato a fruire del servizio e può accedervi per verificare l’ISEE dei propri cittadini. Il Comune potrà quindi, ad esempio, individuare velocemente i cittadini in condizioni di fragilità economica per attivare supporti sociali dedicati. Non sarà quindi più necessario che il cittadino presenti personalmente la copia del proprio ISEE: sarà il Comune a ottenerlo d’ufficio in quanto atto già in possesso della PA.
Le principali novità introdotte dalle nuove Linee Guida
Veniamo alle principali novità introdotte nella versione 2.0 delle Linee Guida.
Portachiavi per gli erogatori
È stata introdotta la possibilità, da parte degli erogatori, di firmare le risposte fornite a seguito di una richiesta di fruizione. Il fruitore che li ottiene potrà quindi verificarne l’autenticità, l’integrità e la non ripudiabilità, elementi fondamentali per garantire maggiore sicurezza, trasparenza e affidabilità nel dialogo tra enti.
Template di servizi digitali
Gli enti aderenti alla PDND possono creare nuovi servizi digitali partendo da modelli standard precompilati. In questo modo si intende ridurre tempi e costi di sviluppo per gli erogatori, mentre i fruitori beneficeranno di maggiore uniformità e affidabilità.
Analisi del rischio agevolata
Sono stati messi a disposizione modelli precompilati di analisi del rischio, così da semplificare le verifiche relative alla privacy e al trattamento dei dati gestiti tramite la PDND.
Nomenclatura standard dei servizi digitali
Sono state istituite regole di dettaglio per l’assegnazione del nome e della descrizione dei servizi digitali, così da garantirne uniformità e facilità di consultazione, affinché sia i Fruitori sia gli Erogatori possano trovare e comprendere rapidamente i servizi di interesse.
Distribuzione dei segnali di variazione
È stato introdotto un meccanismo che consente agli erogatori di notificare ai fruitori aggiornamenti o modifiche apportate a un servizio digitale. Il fruitore può, a sua volta, a intervalli regolari, recuperare le notifiche ricevute così da aggiornare i propri processi interni. In questo modo il sistema garantisce reattività, automazione e coerenza dei dati scambiati.
Sistema di deleghe
Viene consentito alle PA di delegare enti terzi alla gestione dei servizi digitali, sia nella fruizione sia nell’erogazione. In sostanza, un erogatore può autorizzare un altro ente (denominato “capofila” o “delegato”) a inviare richieste o rispondere per suo conto.
Scambi massivi e asincroni
È stata introdotta la possibilità di gestire servizi digitali che richiedono risposte differite o che coinvolgono grandi volumi di dati. In questi casi il fruitore invia la richiesta di accesso del servizio, dopodiché l’erogatore elabora i dati e risponde collegandosi a un endpoint dedicato. Questo approccio consente di trasferire pacchetti ingenti di informazioni garantendo scalabilità soprattutto nel caso di processi complessi.
Tracing della transazioni
È stato introdotto un nuovo servizio di tracciamento delle interazioni tra fruitori ed erogatori attraverso la raccolta dei log delle chiamate ai servizi digitali. Questo sistema consente di verificare l’efficacia operativa della piattaforma e monitorare gli accessi e le transazioni, senza entrare nel merito dei dati trasmessi.
Archiviazione manuale delle versioni deprecate
È prevista la possibilità per gli erogatori di gestire l’archiviazione delle versioni non più attive dei propri servizi digitali. In questo modo gli erogatori possono dismettere in modo ordinato i servizi obsoleti preservando la storia delle evoluzioni disponibili e garantendo trasparenza sui cambiamenti apportati.
Nuovi ruoli utente
Sono state introdotte figure specifiche per allineare i profili operativi sulla PDND. Tra le nuove figure spicca il cosiddetto “Utente valutatore”, incaricato di verificare le analisi del rischio e le finalità dichiarate nei processi di adesione ai servizi. Questi ruoli consentono alle PA di distribuire internamente le funzioni con maggior responsabilità tecnica e amministrativa in conformità alle disposizioni normative.
L’accesso da parte dei privati
Tra tutte le importanti novità introdotte, l’apertura della PDND ai soggetti privati rappresenta sicuramente quella di maggiore rilevanza. Le nuove Linee Guida prevedono infatti che anche i soggetti privati che operano in funzione pubblica possano aderire e operare, nell’ambito di attività connesse a finalità di interesse pubblico, sia come fruitori sia come erogatori di servizi digitali.
I numeri della PDND
Ad oggi si contano 8.382 enti pubblici e privatiche hanno aderito alla PDND, di cui:
- 1.598 solo fruitori
- 1.017 solo erogatori
- 4.854 sia fruitori che erogatori.
I servizi digitali sono 12.172, che hanno portato a 639.677.705 sessioni di scambio.
Il servizi digitale più utilizzato è quello di relativo a SEND – Servizio Notifiche Digitali, erogato da PagoPA spa, che conta 5.349 utilizzi.
I numeri della PDND aggiornati in tempo reale sono consultabili sul sito www.interop.pagopa.it/numeri.
Conclusioni
La pubblicazione delle nuove Linee Guida si inserisce nella cornice delineata dall’art. 50-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e rafforza la visione di una Pubblica amministrazione interoperabile, integrata e orientata al dato, secondo i principi di trasparenza, efficienza e once-only.
Le nuove Linee Guida confermano e potenziano il ruolo dell’infrastruttura PDND come hub tecnologico di interoperabilità, attraverso il quale i soggetti pubblici (e ora anche i soggetti privati) devono obbligatoriamente transitare per realizzare lo scambio di dati tramite servizi digitali.
Le nuove Linee Guida si configurano dunque come un tassello strategico per la piena realizzazione della trasformazione digitale del settore pubblico, con effetti diretti sulla semplificazione degli adempimenti per cittadini e imprese, sulla valorizzazione del patrimonio informativo nazionale e sull’allineamento dell’Italia ai più avanzati standard europei in materia di interoperabilità.
In prospettiva, le nuove funzionalità rappresentano una base solida per l’integrazione futura con ecosistemi digitali europei, come ad esempio il Digital Identity Wallet.
L’auspicio è che la PDND diventi definitivamente uno standard di riferimento per la condivisione dei dati tra PA (e privati).
