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SUAP, come procede l’attivazione del nuovo ecosistema digitale

Il progetto di digitalizzazione degli Sportelli unici per le attività produttive (SUAP) entra in una nuova fase, derivante dal recente aggiornamento alle specifiche tecniche nazionali: un passaggio fondamentale che gli addetti ai lavori chiamano “Approved02“.

Di cosa si tratta? A che punto è il progetto? Quali sono i prossimi passaggi? Cosa devono fare i SUAP? Facciamo ordine.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto resta quello illustrato nei precedenti articoli, cioè costruire un ecosistema nazionale nel quale ci sono:

  • le piattaforme di front-office dei SUAP, quelle utilizzate da cittadini, imprese e professionisti per la trasmissione delle pratiche
  • le piattaforme di back-office dei SUAP, ovvero i gestionali in uso pressi i SUAP per l’istruttoria delle pratiche
  • le piattaforme di back-office degli enti terzi, in uso presso tutte le amministrazioni coinvolte nei procedimenti del SUAP, tipicamente per l’espressione del parere di competenza (Aziende sanitarie locali, Agenzia regionali per la protezione dell’ambienta, Vigili del fuoco, etc.)

Queste piattaforme devono comunicare tra loro attraverso modalità standardizzate e interoperabili in modo da superare l’attuale stato di frammentazione tecnologica, organizzativa e comunicativa e semplificare la presentazione delle pratiche da parte dei cittadini e la loro gestione da parte degli operatori.

Dal 2023 ad oggi

Il punto di partenza rimane il Decreto interministeriale 26/09/2023, con il quale è stata approvata la prima versione delle specifiche tecniche nazionali, a cui tutti i SUAP e gli enti terzi hanno dovuto fare riferimento per adeguare le proprie piattaforme informatiche.

Agli addetti ai lavori, cioè coloro che fisicamente hanno il compito di mettere a terra le indicazioni normative, è sembrato chiaro fin da subito che questa versione non fosse stata concepita come un documento immutabile ma piuttosto “in itinere”, sia a causa della sua complessità, sia a causa di alcune carenze emerse in fase di sviluppo delle piattaforme.

Da qui la pubblicazione del successivo Decreto interministeriale 05/08/2025 e della nuova versione “1.01” delle specifiche tecniche, anch’esse però rivelatesi “incomplete”.

L’aggiornamento più impattante, che promette di dare una sterzata decisiva al progetto, è arrivato con la recente pubblicazione del Decreto interministeriale 27/07/2026, che introduce la versione “Approved02”.

Per darvi un’idea della complessità del progetto, vi basti pensare che la prima versione delle specifiche tecniche era composta da un documento PDF di 426 pagine che, con la nuova versione, arriva oggi a contarne addirittura 441.

Perché è stata necessaria una nuova versione?

Questo è sicuramente l’aspetto più importante da comprendere: la versione “Approved02” non nasce perché è cambiato l’obiettivo del progetto, anzi l’architettura rimane quella definita nell’ormai lontano 2023.

Quello che è cambiato è il livello di maturità del progetto.

Quando gli addetti ai lavori hanno iniziato a mettere a terra le indicazioni contenute nelle ultime disposizioni all’interno delle proprie piattaforme software, sono emerse sempre più numerose casistiche che le prime versioni non disciplinavano in maniera sufficiente. In tal senso questo secondo ciclo di revisione ha svolto una funzione molto concreta: trasformare un’architettura già definita dal punto di vista normativo e concettuale in un sistema effettivamente utilizzabile nella realtà.

Parlare di semplici correzioni sarebbe riduttivo: un esempio su tutti riguarda l’introduzione delle pratiche di “SCIA condizionata” (la segnalazione certificata di inizio attività “condizionata” dall’ottenimento di titoli autorizzativi connessi), che fino ad oggi sarebbe stato impossibile gestire.

Le tempistiche aggiornate del progetto

Le carenze rilevate hanno impedito l’attivazione della nuova architettura logica di interoperabilità. Solo con l’adeguamento delle piattaforme software alla nuova versione “Approved02” si può parlare di una effettiva partenza.

La principale certezza è quella data dal citato Decreto interministeriale 27/07/2026, che stabilisce in sei mesi il tempo a disposizione degli addetti ai lavori per adeguare le proprie piattaforme software a questa ultima versione.

Diventa fondamentale fare un distinguo tra le attività di adeguamento tecnico delle piattaforme (entro febbraio 2027) e l’avvio effettivo della nuova architettura nazionale (di cui non si conoscono ancora le tempistiche). Da questo punto di vista il Dipartimento della Funzione pubblica descrive infatti il periodo attuale come una “fase di adeguamento che precede l’avvio del nuovo sistema, caratterizzata da una forte eterogeneità territoriale e da significative esigenze di coordinamento istituzionale“.

Cosa devono fare oggi i SUAP e gli enti terzi?

Per i SUAP e gli enti terzi l’adeguamento delle piattaforme software attualmente in uso alla nuova versione “Approved02” è obbligatorio. Per supportare le amministrazioni nel sostenere le spese necessarie nei confronti dei proprio fornitori, il Dipartimento della funzione pubblica ha pubblicato in estate nuovi Avvisi a valere sulla Misura 2.2.3 del PNRR, che ha l’obiettivo strategico di mettere a terra il nuovo ecosistema nazionale.

Ci saranno ulteriori evoluzioni normative?

La complessità, la portata e l’ambizione del progetto è talmente considerevole che probabilmente sarà necessario un adeguamento continuo delle piattaforme informatiche fino ad arrivare a una versione stabile dell’intera architettura.

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